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Volare in terra e camminare in cielo

giovedì 22 settembre 2016

Niente di nuovo sotto il sole

Qo 1, 2-11  
   
Dal libro del Qoelet.  
Vanità delle vanità, dice Qoèlet,  
vanità delle vanità: tutto è vanità.  
Quale guadagno viene all'uomo  
per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?  
Una generazione se ne va e un'altra arriva,  
ma la terra resta sempre la stessa.  
Il sole sorge, il sole tramonta  
e si affretta a tornare là dove rinasce.  
Il vento va verso sud e piega verso nord.  
Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento.  
Tutti i fiumi scorrono verso il mare,  
eppure il mare non è mai pieno:  
al luogo dove i fiumi scorrono,  
continuano a scorrere.  
Tutte le parole si esauriscono  
e nessuno è in grado di esprimersi a fondo.  
Non si sazia l'occhio di guardare  
né l'orecchio è mai sazio di udire.  
Quel che è stato sarà  
e quel che si è fatto si rifarà;  
non c'è niente di nuovo sotto il sole.  
C'è forse qualcosa di cui si possa dire:  
«Ecco, questa è una novità»?  
Proprio questa è già avvenuta  
nei secoli che ci hanno preceduto.  
Nessun ricordo resta degli antichi,  
ma neppure di coloro che saranno  
si conserverà memoria  
presso quelli che verranno in seguito. 


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domenica 18 settembre 2016

Preghiera di Padre G.Amorth

"Signore, Dio Onnipotente e Misericordioso, Padre, Figlio e Spirito Santo, espelli da me, dai miei amici e familiari, da coloro che possono aiutarmi economicamente e spiritualmente, e dal mondo intero, ogni influsso diabolico di qualsiasi Spirito Maligno e da ogni Anima Dannata dell’intero Inferno, che ha su di me e su di loro, per il Preziosissimo Sangue del Tuo Figlio Gesù."  

(Padre Gabriele Amorth, Modena, 1º maggio 1925 – Roma, 16 settembre 2016) 


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domenica 28 agosto 2016

Libertà, dono del Padre



E quanto Dio apprezza che partendo da questa libertà l'uomo lo ami liberamente e liberamente compia la Sua volontà seguendo i passi del figlio, Gesù, il Cristo, il figlio del Dio vivente.

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domenica 7 agosto 2016

Cristianesimo mondato




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lunedì 11 luglio 2016

Essere buono come il samaritano... ma dovremmo essere anche samaritani?

Lc 10, 25-37  
Dal Vangelo secondo Luca  
   
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».  
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' così».  

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Rifletto su questo vangelo e rifletto su quanti sostengono il loro rifiuto di Dio con il loro amore verso il prossimo, sembra per loro sufficiente a dar senso alla propria vita. Sappiamo che i samaritani erano pagani e uccisero anche molti cristiani, distrussero chiese al tempo, erano quasi "senza Dio". È vero, faccio quasi un discorso inverso rispetto alle omelie di oggi che richiamano il cristiano ad essere misericordioso verso il prossimo come un samaritano non praticante e forse senza fede, perché come dice il papa oggi, la nostra fede sarebbe più morta che viva se non fossimo samaritani anche noi.
Non posso dire di no ovviamente a questo santo invito ma voglio anche ricordarmi che se è vero che la carità e' l'unica cosa che rimarrà, è anche vero che sarà la carità di Dio a rimanere e non la nostra idea di Carità o il "mio amore" verso il prossimo.

Non a caso Gesù alla stessa questione sulla vita eterna disse che chi non mangerà' e berra il corpo e il suo sangue non avra la vita eterna. Non a caso il passo evangelico premette "amerai il Signore Dio tuo" con tutto te stesso. Noi abbiamo bisogno di cibarci di questo amore e se abbiamo conosciuto Dio che passa nella nostra vita, non dobbiamo rifiutarlo ma aprirgli la nostra porta del cuore, anzi spalancarla abbattendone i cardini.

Ecco che allora non voglio perdere lo sguardo verso il Padre in questo raccogliere il fratello bisognoso, non voglio perdere la speranza che Gesù mi saprà guidare su come amare, perché lui è amore, non voglio essere samaritano se loro erano senza Dio ma compassionevole come un samaritano, perché umilmente mi renda conto che prostitute e pagani mi possono precedere nel regno di Dio se io non sarò misericordioso.
Oggi forse è necessario ricordarmi che voglio essere samaritano si, ma non un samaritano senza Dio.

Dov'è carità e amore lì c'è Dio ma secondo me in questa frase è sottointeso che Dov'è carità e amore (di Dio) lì c'è Dio.

Paolo VI terminò il concilio vaticano con queste parole:

"amare l’uomo, diciamo, non come strumento, ma come primo termine verso il supremo termine trascendente, principio e ragione d’ogni amore. E allora questo Concilio tutto si risolve nel suo conclusivo significato religioso, altro non essendo che un potente e amichevole invito all’umanità d’oggi a ritrovare, per via di fraterno amore, quel Dio «dal Quale allontanarsi è cadere, al Quale rivolgersi è risorgere, nel Quale rimanere è stare saldi, al Quale ritornare è rinascere, nel Quale abitare è vivere» (S. August., Solil. 1, 1, 3; P. L. 32, 870)."

domenica 26 giugno 2016

sabato 18 giugno 2016

L'omosessualità e la Parola di Dio

Per chi dice di credere, non penso si tratti tanto di dire "secondo me" o "secondo lui" ma semplicemente cercare di capire queste parole di amore e farle capire a chi vogliamo bene perché sono per il bene di tutti e sono fatte per essere incarnate in tutti:

Vecchio Testamento

Genesi 18:20 "Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!»."

Genesi 19: 7-8 “… no, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo, lasciate che ve le porti e fate loro quel che vi piace, purchè non facciate nulla a questi uomini…”

Giudici 19:23-24 “...no, fratelli miei, non fate una cattiva azione; dal momento che questo uomo è venuto in casa mia, non dovete commettere questa infamia! Ecco mia figlia che è vergine, io ve la condurrò fuori, abusatene e fatele quello che vi pare; non dovete commettere questa infamia!”

Levitico 18:22: “ Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna. E’ abominio”

Nuovo Testamento
1 Corinzi 6,9-10: “ Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il Regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti...erediteranno il regno di Dio”.

1 Timoteo 1,9-10: “La legge non è fatta per il giusto, ma per...i fornicatori, i pervertiti, i trafficanti di uomini, i falsi, gli spergiuri e per ogni altra cosa che è contraria alla sana dottrina”.

Romani 1, 18-32: “...Dio li ha abbandonati a passioni infami: le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura: egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con le donne, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento”.

Gesù: "Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: 5 Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?" (Mt 19,4)

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La mia dottrina non è mia



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CRISTIANO


Dall''infallibilità alla riverenza

“Di questa infallibilità il romano Pontefice, capo del collegio dei vescovi, fruisce in virtù del suo ufficio, quando, quale supremo pastore e dottore di tutti i fedeli che conferma nella fede i suoi fratelli (cfr. Lc 22,32), sancisce con atto definitivo una dottrina riguardante la fede e la morale. Perciò le sue definizioni giustamente sono dette irreformabili per se stesse e non in virtù del consenso della Chiesa, essendo esse pronunziate con l'assistenza dello Spirito Santo a lui promessa nella persona di san Pietro, per cui non hanno bisogno di una approvazione di altri, né ammettono appello alcuno ad altro giudizio” 
(Lumen gentium 25 - Concilio Vaticano II)

“Questo assenso religioso della volontà e della intelligenza lo si deve in modo particolare prestare al magistero autentico del romano Pontefice, anche quando non parla «ex cathedra». Ciò implica che il suo supremo magistero sia accettato con riverenza, e che con sincerità si aderisca alle sue affermazioni in conformità al pensiero e in conformità alla volontà di lui manifestatasi che si possono dedurre in particolare dal carattere dei documenti, o dall'insistenza nel proporre una certa dottrina, o dalla maniera di esprimersi” 
(Lumen gentium 25 - Concilio Vaticano II)


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lunedì 13 giugno 2016

Veritas in veritate

Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa;
21:15 io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
21:16 Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi;
21:17 sarete odiati da tutti a causa del mio nome.
21:18 Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
21:19 Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

(Luca 21,14)

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venerdì 10 giugno 2016

Ammonire con misericordia

"È nostro compito ammonire chi sbaglia, denunciando la cattiveria e l’ingiustizia di certi comportamenti, al fine di liberare le vittime e sollevare chi è caduto (...) È nostro precipuo compito affermare la verità con amore. Solo parole pronunciate con amore e accompagnate da mitezza e misericordia toccano i cuori di noi peccatori. Parole e gesti duri o moralistici corrono il rischio di alienare ulteriormente coloro che vorremmo condurre alla conversione e alla libertà, rafforzando il loro senso di diniego e di difesa"
(Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2016)

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domenica 29 maggio 2016

Grazie apostolo di istruirci in questo

"Siate misericordiosi verso quelli che sono indecisi e salvateli strappandoli dal fuoco; di altri infine abbiate compassione con timore, stando lontani perfino dai vestiti, contaminati dal loro corpo." 

(Giuda 17,20-25)

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Il Magistero in uno scrigno

“L’idea che consisterebbe a piazzare il Magistero in un bello scrigno staccandolo dalla pratica pastorale che potrebbe evolvere secondo le circostanze, le mode e le passioni, è una forma di eresia, una pericolosa patologia schizofrenica. Affermo dunque con solennità che la Chiesa d’Africa si opporrà fermamente a ogni ribellione contro l’insegnamento di Gesù e del Magistero”.

(“Dio o niente” - Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino)


sabato 14 maggio 2016

Un'immagine sognata

giovedì 12 maggio 2016

"Accogliete la parola i Dio non come parola di uomini, ma qual è veramente:parola di Dio"

Vecchio Testamento

Genesi 19: 7-8 “… no, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo, lasciate che ve le porti e fate loro quel che vi piace, purchè non facciate nulla a questi uomini…”

Giudici 19:23-24 “...no, fratelli miei, non fate una cattiva azione; dal momento che questo uomo è venuto in casa mia, non dovete commettere questa infamia! Ecco mia figlia che è vergine, io ve la condurrò fuori, abusatene e fatele quello che vi pare; non dovete commettere questa infamia!”

Levitico 18:22: “ Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna. E’ abominio”

Nuovo Testamento

1 Corinzi 6,9-10: “ Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il Regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti...erediteranno il regno di Dio”.

1 Timoteo 1,9-10: “La legge non è fatta per il giusto, ma per...i fornicatori, i pervertiti, i trafficanti di uomini, i falsi, gli spergiuri e per ogni altra cosa che è contraria alla sana dottrina”.

Romani 1, 18-32: “...Dio li ha abbandonati a passioni infami: le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura: egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con le donne, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento”.

Gesù: "Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: 5 Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?" (Mt 19,4)


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mercoledì 6 aprile 2016

Chi fa la verità viene verso la luce

«Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.  
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

(Dal Vangelo secondo Giovanni)
   
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martedì 29 marzo 2016

O Croce di Cristo!

O Croce di Cristo, simbolo dell’amore divino e dell’ingiustizia umana, icona del sacrificio supremo per amore e dell’egoismo estremo per stoltezza, strumento di morte e via di risurrezione, segno dell’obbedienza ed emblema del tradimento, patibolo della persecuzione e vessillo della vittoria.
O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco.
O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate.
O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei dottori della lettera e non dello spirito, della morte e non della vita, che invece di insegnare la misericordia e la vita, minacciano la punizione e la morte e condannano il giusto.
O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei ministri infedeli che invece di spogliarsi delle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei cuori impietriti di coloro che giudicano comodamente gli altri, cuori pronti a condannarli perfino alla lapidazione, senza mai accorgersi dei propri peccati e colpe.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei fondamentalismi e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi in coloro che vogliono toglierti dai luoghi pubblici ed escluderti dalla vita pubblica, nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei potenti e nei venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli e danno ai loro figli da mangiare il pane insanguinato.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei traditori che per trenta denari consegnano alla morte chiunque.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ladroni e nei corrotti che invece di salvaguardare il bene comune e l’etica si vendono nel misero mercato dell’immoralità.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli stolti che costruiscono depositi per conservare tesori che periscono, lasciando Lazzaro morire di fame alle loro porte.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei distruttori della nostra “casa comune” che con egoismo rovinano il futuro delle prossime generazioni.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli anziani abbandonati dai propri famigliari, nei disabili e nei bambini denutriti e scartati dalla nostra egoista e ipocrita società.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nel nostro Mediterraneo e nel mar Egeo divenuti un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata.
O Croce di Cristo, immagine dell’amore senza fine e via della Risurrezione, ti vediamo ancora oggi nelle persone buone e giuste che fanno il bene senza cercare gli applausi o l’ammirazione degli altri.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ministri fedeli e umili che illuminano il buio della nostra vita come candele che si consumano gratuitamente per illuminare la vita degli ultimi.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volti delle suore e dei consacrati - i buoni samaritani - che abbandonano tutto per bendare, nel silenzio evangelico, le ferite delle povertà e dell’ingiustizia.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei misericordiosi che trovano nella misericordia l’espressione massima della giustizia e della fede.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle persone semplici che vivono gioiosamente la loro fede nella quotidianità e nell’osservanza filiale dei comandamenti.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei pentiti che sanno, dalla profondità della miseria dei loro peccati, gridare: Signore ricordati di me nel Tuo regno!
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei beati e nei santi che sanno attraversare il buio della notte della fede senza perdere la fiducia in te e senza pretendere di capire il Tuo silenzio misterioso.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle famiglie che vivono con fedeltà e fecondità la loro vocazione matrimoniale.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volontari che soccorrono generosamente i bisognosi e i percossi.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei perseguitati per la loro fede che nella sofferenza continuano a dare testimonianza autentica a Gesù e al Vangelo.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei sognatori che vivono con il cuore dei bambini e che lavorano ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore, più umano e più giusto.
In te Santa Croce vediamo Dio che ama fino alla fine, e vediamo l’odio che spadroneggia e acceca i cuori e le menti di coloro preferiscono le tenebre alla luce.
O Croce di Cristo, Arca di Noè che salvò l’umanità dal diluvio del peccato, salvaci dal male e dal maligno! O Trono di Davide e sigillo dell’Alleanza divina ed eterna, svegliaci dalle seduzioni della vanità! O grido di amore, suscita in noi il desiderio di Dio, del bene e della luce.
O Croce di Cristo, insegnaci che l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte. O Croce di Cristo, insegnaci che l’apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e di fronte alla certezza della Risurrezione e dell’amore di Dio che nulla può sconfiggere od oscurare o indebolire. Amen!

(Papa Francesco 25/3/16 - Via Crucis)

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Gioia pasquale, gioia cristiana. L'insegnamento di san Francesco d'Assisi.


San Francesco assicurava che la letizia spirituale è il rimedio più sicuro contro le mille insidie e astuzie del nemico. Diceva infatti: "Il diavolo esulta soprattutto, quando può rapire al servo di Dio il gaudio dello spirito. Egli porta della polvere, che cerca di gettare negli spiragli, per quanto piccoli della coscienza e così insudiciare il candore della mente e la mondezza della vita. Ma se la letizia di spirito riempie il cuore, inutilmente il serpente tenta di iniettare il suo veleno mortale. I demoni non possono recare danno al servo di Cristo, quando lo vedono santamente giocondo. Se invece l'animo è malinconico, desolato e piangente, con tutta facilità o viene sopraffatto dalla tristezza o è trasportato alle gioie frivole ".

Per questo il Santo cercava di rimanere sempre nel giubilo del cuore, di conservare l'unzione dello spirito e l'olio della letizia. Evitava con la massima cura la malinconia, il peggiore di tutti i mali, tanto che correva il più presto possibile all'orazione, appena ne sentiva qualche cenno nel cuore.


"Il servo di Dio - spiegava - quando è turbato, come capita, da qualcosa, deve alzarsi subito per pregare, e perseverare davanti al Padre Sommo sino a che gli restituisca la gioia della sua salvezza. Perché, se permane nella tristezza, crescerà quel male babilonese e, alla fine, genererà nel cuore una ruggine indelebile, se non verrà tolta con le lacrime. (Fonti Francescane, 709).


(Don Nello)

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venerdì 25 marzo 2016

Orfano

Se non credi, ti ritrovi come un orfano che non ha mai conosciuto un padre e una madre o che, in qualche modo, pur avendoli conosciuti, non ha compreso il loro infinito amore. Porti sempre questo desiderio e dolore, mentre ridi, mentre piangi, mentre vedi soffrire chi ami, mentre vedi morire i tuoi cari o mentre gioisci con loro, sempre quella mancanza, fissa nel cuore, che non riesci a distinguere o ad accettare.

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sabato 12 marzo 2016

L'Eucaristia e la massima attenzione al Corpo di Cristo di chi ha bisogno della misericordia di Dio

Gesù in casa di Simone, il fariseo
(Mt 26:1-13; Gv 12:1-8)(Mt 11:28; Gv 6:37)
36 Uno dei farisei lo invitò a pranzo; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola. 37 Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato; 38 e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l'olio. 39 Il fariseo che lo aveva invitato, veduto ciò, disse fra sé: «Costui, se fosse profeta, saprebbe che donna è questa che lo tocca; perché è una peccatrice». 40 E Gesù, rispondendo gli disse: «Simone, ho qualcosa da dirti» [...] E, voltatosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell'acqua per i piedi; ma lei mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. 45 Tu non mi hai dato un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. 46 Tu non mi hai versato l'olio sul capo; ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. 47 Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama».

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giovedì 7 gennaio 2016

L'ira


















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martedì 15 dicembre 2015

Noi farisei

Mi chiamate il MAESTRO e non mi interrogate.
Mi chiamate vostra LUCE e non mi vedete.
Mi chiamate la VERITA' e non mi credete.
Mi chiamate la VIA e non mi seguite.
Mi chiamate la VITA e non mi desiderate.
Dite che sono SAGGIO e non mi obbedite.
Dite che sono BELLO e non mi amate.
Dite che sono RICCO e non mi domandate niente.
Dite che sono GIUSTO e non mi temete.
Dite che sono ETERNO e non mi cercate.
Dite che sono MISERICORDIA e non avete fiducia.
Dite che sono NOBILE e non mi servite.
Dite che sono ONNIPOTENTE e non mi adorate.


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venerdì 11 dicembre 2015

Perchè a volte è necessario fare del bene allontanadosi e proteggendosi

"Un uomo vide uno scorpione annegare e decise di tirarlo fuori dall'acqua. Quando lo fece, lo scorpione lo punse. Per l'effetto del dolore, l'uomo lasciò l'animale che di nuovo cadde nell'acqua in procinto di annegare. Tentò di tirarlo fuori nuovamente e l'animale lo punse ancora. 

Un giovane che era lì gli si avvicinò e gli disse: "mi scusi, ma perché continuate? Non capite che ogni volta che provate a tirarlo fuori dall'acqua vi punge? ". 

L'uomo rispose: "la natura dello scorpione è di pungere e questo non cambierà la mia che è di aiutare." 
L'uomo  rifletté e con l'aiuto di una foglia, tirò fuori lo scorpione dall'acqua e gli salvò la vita, poi rivolgendosi al giovane, continuò: "non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa male, prendi solo delle precauzioni. Gli uomini sono quasi sempre ingrati del beneficio che gli stai facendo. Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene, di abbandonare l'amore che vive in te. Gli uni perseguono la felicità, gli altri la creano. Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. La tua coscienza è quello che sei e la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te... Quando la vita ti presenta mille ragioni per piangere, mostrale che hai mille ragioni per sorridere."

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mercoledì 9 dicembre 2015

Giubileo della Misericordia nel segno della Beata Vergine Maria

"di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono" (Lc 1,50)

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lunedì 7 settembre 2015

Santita'

La santita', forte quanto il bramare Dio

mercoledì 3 giugno 2015

Chi non rispetta il Figlio morira' dopo tanta pazienza e amore

«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. 
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. 
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. 
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?». (Mc 12,1)

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domenica 24 maggio 2015

Tutto cio' che il Padre possiede e' mio

"Lo Spirito Santo mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà" (Gv 15)

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Come fare

"Agisci come se tutto dipendesse da te sapendo che nulla dipende da te" (cit. S.Ignazio)

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domenica 8 giugno 2014

Spirito Santo

Dio è Spirito e Santo! Gesù è Spirito e Santo! Ah lo Spirito Santo! Lui si che è veramente libero, come Dio e non come noi uomini illusi di trovare la libertà senza Dio, mentre inciampiamo sulle nostre stesse catene invisibili.

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sabato 7 giugno 2014

Pentecoste



Madre de’ Santi, immagine
Della città superna;
Del Sangue incorruttibile
Conservatrice eterna;
Tu che, da tanti secoli,
Soffri, combatti e preghi,
Che le tue tende spieghi
Dall’uno all’altro mar;
Campo di quei che sperano;
Chiesa del Dio vivente;
Dov’eri mai? qual angolo
Ti raccogliea nascente,
Quando il tuo Re, dai perfidi
Tratto a morir sul colle
Imporporò le zolle
Del suo sublime altar?
E allor che dalle tenebre
La diva spoglia uscita,
Mise il potente anelito
Della seconda vita;
E quando, in man recandosi
Il prezzo del perdono,
Da questa polve al trono
Del Genitor salì;
Compagna del suo gemito,
Conscia de’ suoi misteri,
Tu, della sua vittoria
Figlia immortal, dov’eri?
In tuo terror sol vigile.
Sol nell’obblio secura,
Stavi in riposte mura
Fino a quel sacro dì,
Quando su te lo Spirito
Rinnovator discese,
E l’inconsunta fiaccola
Nella tua destra accese
Quando, segnal de’ popoli,
Ti collocò sul monte,
E ne’ tuoi labbri il fonte
Della parola aprì.
Come la luce rapida
Piove di cosa in cosa,
E i color vari suscita
Dovunque si riposa;
Tal risonò moltiplice
La voce dello Spiro:
L’Arabo, il Parto, il Siro
In suo sermon l’udì.
Adorator degl’idoli,
Sparso per ogni lido,
Volgi lo sguardo a Solima,
Odi quel santo grido:
Stanca del vile ossequio,
La terra a lui ritorni:
E voi che aprite i giorni
Di più felice età,
Spose che desta il subito
Balzar del pondo ascoso;
Voi già vicine a sciogliere
Il grembo doloroso;
Alla bugiarda pronuba
Non sollevate il canto:
Cresce serbato al Santo
Quel che nel sen vi sta.
Perché, baciando i pargoli,
La schiava ancor sospira?
E il sen che nutre i liberi
Invidiando mira?
Non sa che al regno i miseri
Seco il Signor solleva?
Che a tutti i figli d’Eva
Nel suo dolor pensò?
Nova franchigia annunziano
I cieli, e genti nove;
Nove conquiste, e gloria
Vinta in più belle prove;
Nova, ai terrori immobile
E alle lusinghe infide.
Pace, che il mondo irride,
Ma che rapir non può.
O Spirto! supplichevoli
A’ tuoi solenni altari;
Soli per selve inospite;
Vaghi in deserti mari;
Dall’Ande algenti al Libano,
D’Erina all’irta Haiti,
Sparsi per tutti i liti,
Uni per Te di cor,
Noi T’imploriam! Placabile
Spirto discendi ancora,
A’ tuoi cultor propizio,
Propizio a chi T’ignora;
Scendi e ricrea; rianima
I cor nel dubbio estinti;
E sia divina ai vinti
Mercede il vincitor.
Discendi Amor; negli animi
L’ire superbe attuta:
Dona i pensier che il memore
Ultimo dì non muta:
I doni tuoi benefica
Nutra la tua virtude;
Siccome il sol che schiude
Dal pigro germe il fior;
Che lento poi sull’umili
Erbe morrà non colto,
Né sorgerà coi fulgidi
Color del lembo sciolto
Se fuso a lui nell’etere
Non tornerà quel mite
Lume, dator di vite,
E infaticato altor.
Noi T’imploriam! Ne’ languidi
Pensier dell’infelice
Scendi piacevol alito,
Aura consolatrice:
Scendi bufera ai tumidi
Pensier del violento;
Vi spira uno sgomento
Che insegni la pietà.
Per Te sollevi il povero
Al ciel, ch’è suo, le ciglia,
Volga i lamenti in giubilo,
Pensando a cui somiglia:
Cui fu donato in copia,
Doni con volto amico,
Con quel tacer pudico,
Che accetto il don ti fa.
Spira de’ nostri bamboli
Nell’ineffabil riso,
Spargi la casta porpora
Alle donzelle in viso;
Manda alle ascose vergini
Le pure gioie ascose;
Consacra delle spose
Il verecondo amor.
Tempra de’ baldi giovani
Il confidente ingegno;
Reggi il viril proposito
Ad infallibil segno;
Adorna la canizie
Di liete voglie sante;
Brilla nel guardo errante
Di chi sperando muor. 


(Pentecoste, A.Manzoni)



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mercoledì 30 aprile 2014

Perché cercate tra i morti colui che è vivo

Oggi ero con te lì in piazza mentre cercavi volti, sguardi, un contatto. Ti fermavi davanti ai più piccoli come sempre, siano essi i piccoli malati, gli ultimi o i piccoli bambini. Ci tieni tanto a questo giro con la Papa mobile si vede e si sente. Poi ti sei seduto sulla tua poltrona e dovevi fare una catechesi ma sono rimasto impressionato dalla semplicità delle tue parole che quasi mi viene da dire "troppo semplici per un Papa". Ci hai fatto ripetere tante volte "perche' cercate tra i morti colui che è vivo?" e ci dici che "Questo ammonimento, «Perché cercate tra i morti colui che è vivo», ci aiuta ad uscire dai nostri spazi di tristezza e ci apre agli orizzonti della gioia e della speranza".

Oh si la gioia! Quanto è declassata questa gioia e sostituita con il divertimento, la risata... anche con quella risata forzata per convincersi di essere felice. Ma quanto più profonda e piena è la gioia rispetto a queste piccole emozioncine! 
Papa Francesco sei un'occasione per chi non crede, non un'occasione per dire "hai saputo che ha fatto Papa Francesco oggi?" ma un'occasione per dire "hai saputo che ha fatto Papa Francesco oggi per farci capire l'infinito amore di Dio per noi?".


(Udienza Generale 23/4/2014)

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La mia morte

La morte.
Dove sta la morte?

Dov’è la mia morte?
Dov’è la sua vittoria?

(Ispirato da 1Cor 15, Kiko Argüello)

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mercoledì 8 gennaio 2014

Preghiera per abbellire la faccia

O Signore,
intervieni con urgenza
per colorare le facce scure,
lagnose, troppo sicure.
Ma a che serve esser tristi?
Ti prego, Signore,
dammi il mio buon umore quotidiano;
liberami dai mugugni e dai sospiri;
non permettere mai che mi dia
troppe preoccupazioni per quella cosa
ingombrante che si chiama “io”.
Fa’ che il sorriso sia
il mio modo di iniziare la preghiera;
che l’allegria sia la benzina
dell’anima mia.
E così un giorno
ti sentirò dire:
“tu mi hai rallegrato col tuo sorriso:
entra nella gioia eterna del mio paradiso!”.


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domenica 15 dicembre 2013

Sedurre

sedurre: dal latino seducere - composto di SE e DUCERE condurre.
Se fossi seducente da chi ti condurrei amore mio? Ti condurrei a me. E allora io mi chiederei quanto poco ti amo per condurti a così tanta pochezza e miseria.
Proprio perchè ti amo non ti sedurrò mai.


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sabato 26 ottobre 2013

Una società senza perchè

Come possiamo vivere senza perchè?
Senza un senso, cosa rispondiamo a noi stessi quando faremo del bene a qualcuno?
Perchè dovremmo privarci di qualcosa per l'altro piuttosto che prevalicare l'uno sull'altro?
Perchè mai non attingere a piene mani a ciò che ho e non usarlo solo per me?
Per far sorridere qualcuno ogni tanto? E perchè? Tanto morirà come me? 
LUI È UN CONDANNATO A MORTE COME ME...
Oggi faccio del bene domani sto male e non lo faccio. 
Oggi faccio del bene a lui, domani non lo sopporto e non me lo filo, schiattasse pure!

Potremmo fare mille leggi di stabilità ma senza la stabilità dell'amore che non rincorre i nostri sentimenti fugaci ma che ama l'altro anche se da lui riceve odio e dolore, nessuna stabilità potrà mai esserci al mondo, nessuna base sicura, nessuna famiglia reggerà al terremoto del bene senza amore.

Eppure da bambini ci chiedevamo perchè...

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Umiltà vienici a trovare

Umiltà solo in essa non vi è alcuna ipocrisia.
Che l'umiltà ci colga!!!

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domenica 18 agosto 2013

Il Purgatorio

Ogni minima pena del Purgatorio è più grave della massima pena del mondo.

(S.Tommaso D'Aquino Dottore della Chiesa Cattolica)

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sabato 23 giugno 2012

Chi ti ha creato senza di te non ti salverà senza di te. 

S.Agostino 

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domenica 17 giugno 2012

Nasce dalla morte

E in un momento ti ritrovi a chiedere e a chiedere così insistentemente che ti spingi a cedere tutto ciò che hai, la tua stessa vita, affinchè il viso di quel fratello che ti e' innanzi, si distenda, il sorriso si accenda, le sue ginocchia si pieghino, le sue mani si innalzino a te Signore. Ti spingi cosi' oltre da dire: «eccomi fa di questo mio fratello un uomo nuovo totalmente in te, convertilo, rendigli la gioia eterna che hai riservato ai cristiani e l'amore con il quale hai colmato la terra. Semmai vorrai prendi pure me e salva quest'anima affinchè se lei prima non ti conosceva ora ti ami». 

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martedì 10 aprile 2012

Come potersi rialzare da morto dopo tre giorni, aprire il sepolcro con soldati messi a vigilare affinche' mai accada cio' che era stato predetto, rotolare lontano una pietra di una tonnellata, lasciare il suo sudario a riprova di quanto accaduto, farsi vedere da 500 persone, far mettere le mani nel suo costato affinche' anche gli increduli possano credere? Come e' possibile che undici discepoli affranti dalla perdita di un maestro, di una guida, quel giorno si rialzano gioiosi per una resurrezione insperata andando in tutto il mondo ad annunciarla, come e' possibile tutto questo se non per amore di un mistero invisibile e oltre ogni uomo? 

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venerdì 3 febbraio 2012

Perche' ripeterlo

Mi e' capitato di chiedermi "perche' ripetere tante volte una preghiera, perche' nel Santo rosario ripetere 50 volte le stesse cose" ...poi pero' mi sono chiesto "ma io non faccio lo stesso con i miei cari, con le persone a cui voglio bene?".
Quante volte ho detto "amore mio" a mia moglie, quante volte ho detto ti voglio bene ai miei genitori ai miei amici? Tanto e non basteranno mai e se lo faccio poco sento che dovrei farlo di piu'.

Il Santo Curato D'Ars diceva: "Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo, voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro".

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domenica 22 gennaio 2012

Non molliamolo mai

Credo che il vero amore venga da Dio e che nessun vero amore puo' mai allontanarci da lui se questo amore e' in Verita'.
Il solo sentimento e le sole passioni ci lasceranno vuoti, tristi e mai liberi.

Non permettiamo mai a nessun sentimento, per quanto nobile possa sembrare, di farci mollare Gesu'. 
Non molliamolo mai per nulla al mondo!
Per quanto noi possiamo sentire di amarla, che nessuna persona su questa terra ci allontani mai dal Padre che e' nei cieli, Maria nostra madre e Gesu' nostra Salvezza, Via, Verita' e Vita!

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mercoledì 4 gennaio 2012

L' amore umano scintilla dell'Amore divino

Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'amore, tenace come il regno dei morti è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina! Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, non ne avrebbe che disprezzo.
(Ct 8-6,7)

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martedì 22 novembre 2011

La Vera Carita'

Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo.

(Caritas in Veritate - Benedetto XVI)

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sabato 5 novembre 2011

Tutti in Cristo

Perche' non siamo tutti in Cristo? Perche' non ascoltiamo il suo dolce e soave richiamo eterno ad esseri fratelli uniti come un solo corpo? Perche' quando chi ci vuole bene e ci parla di Lui, non ascoltiamo, lo scherniamo, senza capire quale grande uomo ci stia portando al ciglio della casa nostra. Perche' non vediamo e seguiamo chi e' buono in Cristo affinche' ci porti da Lui? Perche' siamo cosi' testardi e convinti che la felicita' sia nella disperata ricerca delle forti emozioni di questo mondo che poi, inesorabilmente, ci lasciano senza alcun sorriso e nel vuoto per il resto del nostro tempo? Perche' non capiamo che la felicita' e' gia' in noi se solo lo volessimo, la felicita' e' gioia non e' spasso, la gioia che puo' giacere solo in un cuore puro come la neve e radicandosi in esso puo' darci un sorriso dalle cose piu' semplici, dai gesti di ogni giorno, in ogni istante, anche nelle prove piu' difficili.
Perche' ci hai amato tanto da darci la liberta', l'amore piu' grande? Come hai potuto Signore amarci cosi' tanto? Come hai potuto?

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martedì 1 novembre 2011

La tua sposa

Ci sono momenti in cui la tua sposa non capisce che dicendoti "tu sei Santo" in realta' santifica lei e che santificando lei santifica te.

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martedì 25 ottobre 2011

domenica 23 ottobre 2011

Un abbraccio eterno

Oggi il cuore si strappa e il Signore ti abbraccia.

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giovedì 8 settembre 2011

Qual è…

Il giorno più bello: oggi.
La cosa più facile: sbagliarsi.
L’ostacolo più grande: la paura.
L’errore maggiore: arrendersi.
L’origine di tutti i mali: l’egoismo.
La distrazione più bella: il lavoro.
La peggiore sconfitta: lo scoraggiamento.
I migliori professori: i bambini.
Il bisogno principale: la comunicazione.
Ciò che ci fa più felici: essere utili agli altri.
Il mistero più grande: la morte.
Il difetto peggiore: il malumore.
La persona più pericolosa: il bugiardo.
Il sentimento più disastroso: il rancore.
Il regalo più bello: il perdono.
La cosa più indispensabile: la famiglia.
La rotta più veloce: quella giusta.
La sensazione più piacevole: la pace spirituale.
La protezione più efficace: il sorriso.
La migliore medicina: l’ottimismo.
La soddisfazione più grande: aver fatto il proprio dovere.
La forza più poderosa del mondo: la fede.
Le persone più necessarie: i genitori.
La più bella delle cose: l’amore.

(Beata Madre Teresa di Calcutta)

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sabato 3 settembre 2011

Solo te!

Penso che a volte sia piu' semplice amare chi non vedi ma ti ama infinitamente senza deluderti mai, piuttosto che chi vedi ma ti mostra il suo cuore duro e fragile. E allora mi dico ama con l'aiuto di chi non vedi senza mai dare una speranza a quanto nella tua testa, continuamente, insistentemente ti sussurra "odia con tutto il cuore" chi e' ingiusto con te, "odia con tutto il cuore" chi ti disprezza per quello che sei, "odia con tutto il cuore" perche' quando eri indifeso sei stato colpito, odia perche' puoi solo odiare!

Mi dico allora che semmai devo odiare io odiero' solo te voce incessante e suadente, solo te che insisti affinche' io sia tuo schiavo, odiero' solo te che hai convinto gia' altri a non avere piu' fede , solo te che hai approfittato della loro fragilita' e li hai educati a non avere piu' speranza nell'amore. Solo te!

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venerdì 15 luglio 2011

Non la scienza

Non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo.

(Il Dottore e Santo Giuseppe Moscati)

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Gesu' mio


Gesu' mio, confido nella tua parola, nella verita' e nella vita che tu sei, nella strada che tu tracci, come un bambino lascio che tu mi guidi, lascio che tu nutra la mia anima, lascio che tu muova la mia bocca e la mia lingua, voglio che tu cambi il mio cuore per sempre affinche' venga condotto al padre, donami umilta' profonda.

Gesu' mio io confido in te!










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lunedì 4 luglio 2011

Sussurra

Gridiamo "non ci sei perche' non ti vedo" ma lo Spirito sussurra sempre "io ci sono perche' mi senti!".

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venerdì 27 maggio 2011

Quanto non e' vero

Quanto non e' vero che chi ama tanto il Signore possa essere solo sacerdote. Quanto non e' vero che solo il sacerdote possa essere Santo, che solo il frate possa essere Santo. Ognuno di noi puo' essere Santo e io voglio esserlo seppur il Signore abbia messo nel mio cuore amore per la mia sposa, seppur io non sia prete. Il Signore non ci vuole al suo servizio in modo uguale ma ognuno membro del suo corpo con funzioni diverse e Sante. Fatti prete ti dicono! Ma fattici tu gli rispondo! Non e' questo che ora vuole il Signore da me, non oggi! Se lo vorra' io diro' il mio si, ma non oggi. Quanto non e' vero ...anche chi e' sposo puo' essere Sposo!

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Le madri si preoccupano

A volte le madri si preoccupano solo se i figli soffrono e non se i figli amino veramente. Questo perche' le madri amano e forse proteggono istintivamente cio' che e' stato carne della loro carne e sangue del loro sangue. Se pero' i figli soffrono per amore abbiate speranza nel cuore e fede perche' essi gioiranno! Invece di dire i miei figli li stanno facendo soffrire dite, con la speranza nel cuore e fede, che voi siete sereni e compiaciuti perche' avete dei figli che amano pur soffrendo! Avete dei figli che amano oltre la sofferenza!

Maria nostra madre tu sola puoi insegnaci ad avere fede che la sofferenza dei figli per vero amore si trasforma in gioia eterna per loro e per noi!

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lunedì 16 maggio 2011

San Bernardo

San Bernardo fu mandato dal Vescovo in una parrocchia dove c'era un cattivo Sacerdote, egli rubava le offerte per i poveri, era alcolizzato e aveva un'amante. San Bernardo provò ad aiutarlo essendogli di esempio ma non funzionò, gli parlò, lo rimproverò, lo svergognò davanti la gente urlandogli ma non ebbe effetto. Alla fine si arrese, fece i bagagli per tornare al suo monastero, ma volle fermarsi qualche minuto in chiesa davanti il Santissimo. Lì disse: "Mi dispiace Signore, ho fallito, e adesso torno a casa." Si voltò e si incamminò nella lunga navata. Dall'altare sentì una voce, la voce di Cristo nel Tabernacolo che disse: "Io resto!"



Non importa quanti siano i Sacerdoti corrotti, io resto.

Non importa quanti cambiamenti ci siano, io resto.

Non importa quanti lasciano il Regno di Dio sulla Terra, io resto.

Fuori dal Regno non c'è Cristo.

Senza Cristo non c'è salvezza.

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giovedì 5 maggio 2011

Poverta' non miseria

Cosa testimonio' Gesu' sulla croce con le parole "Padre, nelle tue mani affido il mio spirito” (Lc 23,46)?
Gesu' con queste parole testimonio' il totale affidamento al Padre, alla divina provvidenza, il totale affidamento alle cose dei cieli. Lui non si affido alle cose di questa terra che lasceremo, che ci sono date in affitto, che possono esserci tolte in ogni momento, Gesu' manifesto' al mondo la poverta' dello Spirito, il totale affidamente a cio' che e' nei cieli e che e' per sempre!

La miseria e' garanzia della poverta' dello spirito? Non e' detto che da miseri ci si affidi a Dio ma invece puo' accadere che le ingiustizie che si vivono ci portino a essere operatori di iniquita' o a fare chissa' quali cose.

Gesu' era povero di spirito, e la Sacra famiglia stessa non era nella miseria, non era nella fame.

Gesu' chiamo' alla poverta' non alla miseria, la prima una ricchezza l'altra una disgrazia. Fu' la poverta' che rese S.Francesco Santo non fu' la miseria. La miseria non fa spazio a Dio, la poverta' dello Spirito si. Lo stereotipo del barbone buono e' un falso. Il barbone sara' misero ma potrebbe anche essere poco povero nello Spirito o non esserlo affatto. Se Dio volesse la miseria per noi come fine e scopo della nostra vita, forse vorrebbe il nostro male. A Gesu' non importa tanto cio' che abbiamo addosso in se' ma il vestito del nostro cuore, della nostra anima.

La miseria non è un merito ma una disgrazia (come diceva don Camillo a don Chichi)...

Spesso la Chiesa, l'alto clero, vengono criticati e ancor peggio giudicati per quanto indossano, per l'oro che usano, per le macchine, ma come dinanzi ad ogni uomo dobbiamo sempre badare alle tre dita che sono verso di noi quando puntiamo il nostro dito verso qualcuno. Cio' non toglie che l'impressione che alcuni uomini di Chiesa danno possa essere di attaccamento alle cose di questa terra...ma la nostra fede non e' nell'agire umano, la fede e' sempre in Dio perfetto povero, noi come uomini, tutti, compreso il Papa, abbiamo sempre, sempre bisogno della Sua infinita misericordia.

Sul valore delll'oro, argento, del denaro (e non solo), per S.Francesco, per Gesu' e addirittura per Dio, credo si possa riassumere un po' in questa pagina:


http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1444

Quesito

Caro Padre,
mi chiedo come può una Chiesa spesso opulenta (penso ai paramenti sacri degli alti Prelati, allo sfarzo delle cerimonie in Vaticano) coniugarsi con il messaggio di Gesù di estrema povertà?
Gesù non è nato Re o Capo di Stato, perché i suoi successori o comunque le alte personalità della Chiesa vivono come tali?
Stimo personalità come Francesco d'Assisi o Madre Teresa di Calcutta ma.... la Chiesa mi sembra molto distante da questi fulgidi esempi....
Non le pare ?
Un caro saluto
Francesco

Risposta del sacerdote

Caro Francesco,
1. la tua mail ripresenta molti luoghi comuni, non sempre corretti.

2. Parto dall’affermazione centrale della tua mail: dici che il messaggio di Gesù è di estrema povertà.
È proprio questo che Gesù è venuto ad annunciare e a portare agli uomini?
Gesù è venuto a dire agli uomini che devono vivere in estrema povertà?
Se così fosse, tu vivi in estrema povertà?
Tutti i tuoi sforzi finora li avresti fatti per vivere in estrema povertà secondo il modello che Gesù ti avrebbe dato?

3. Gesù è invece venuto a portarci i beni messianici.
Tra questi beni messianici vi è anche questa affermazione: “Date a Dio quel che è di Dio, e a Cesare quel che è di Cesare”.

4. Se vai a leggere la Sacra Scrittura, tanto nell’Antico come nel Nuovo Testamento, ti accorgerai che il Signore non chiede che il culto gli venga dato in estrema povertà.
Nell’Antico Testamento Dio stesso chiede a Mose che il tabernacolo e l’arca dell’alleanza, destinati a contenere le due tavole dove erano scritti i dieci comandamenti, dovevano essere fatti con il miglior materiale.
Ecco l’inizio del testo: “Il Signore disse a Mosè: «Ordina agli Israeliti che raccolgano per me un'offerta. La raccoglierete da chiunque sia generoso di cuore. Ed ecco che cosa raccoglierete da loro come contributo: oro, argento e rame, tessuti di porpora viola e rossa, di scarlatto, di bisso e di pelo di capra, pelle di montone tinta di rosso, pelle di tasso e legno di acacia, olio per il candelabro, balsami per unguenti e per l'incenso aromatico, pietre di ònice e pietre da incastonare nell'efod e nel pettorale. Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro. Eseguirete ogni cosa secondo quanto ti mostrerò, secondo il modello della Dimora e il modello di tutti i suoi arredi.
Faranno dunque un'arca di legno di acacia: avrà due cubiti e mezzo di lunghezza, un cubito e mezzo di larghezza, un cubito e mezzo di altezza. La rivestirai d'oro puro: dentro e fuori la rivestirai e le farai intorno un bordo d'oro. Fonderai per essa quattro anelli d'oro e li fisserai ai suoi quattro piedi: due anelli su di un lato e due anelli sull'altro. Farai stanghe di legno di acacia e le rivestirai d'oro” (Es 25,1-13).
“Farai anche un candelabro d’oro puro” (Es 25,31).

5. Nel Nuovo Testamento: la città santa del Paradiso viene mostrata a Giovanni attraverso queste immagini: “Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. Le fondamenta delle mura della città sono adorne di ogni specie di pietre preziose” (Ap 21,18-19).

6. Le nostre Chiese contengono ben più di quanto conteneva l’antica arca dell’alleanza.
E ciò che si legge nell’Antico Testamento è prefigurazione, ombra del Nuovo Testamento.
Per quanto riguarda l’Apocalisse: la liturgia della terra deve introdurre alla liturgia del Cielo.

7. Sia ben chiaro: gli oggetti preziosi non servono a Dio, ma il loro splendore serve per richiamare noi, per ricordare che stiamo facendo gli atti più grandi e più sublimi di culto.
E sono anche un segno della nostra fede, della nostra riconoscenza a Dio che ci ha resi partecipi di beni così grandi.
Non teniamo gli oggetti preziosi solo nelle nostre cassette, o nelle casseforti perché i ladri non li rubino. Ma li usiamo anche per dare a Dio il massimo splendore nel culto.

8. Nella Vita del santo Curato d’Ars si legge che viveva poverissimamente. Aveva licenziato la perpetua, perché per cibo si cucinava ogni settimana una pignatta di patate.
Ma per quanto riguardava il culto a Dio voleva che fosse sempre al meglio.
Era convinto che il culto esterno dev’essere un richiamo per il culto interno, oltre che un grande atto di amore.

9. San Francesco è vissuto poverissimo, ma anche lui voleva i vasi sacri fossero preziosi.
Ecco che cosa si legge nelle Fonti francescane: “Francesco sentiva tanta riverenza e devozione verso il corpo di Cristo, che avrebbe voluto scrivere nella regola che i frati ne avessero ardente cura e sollecitudine nelle regioni in cui dimoravano, ed esortassero con insistenza chierici e sacerdoti a collocare l'Eucaristia in luogo conveniente e onorevole. Se gli ecclesiastici trascuravano questo dovere, voleva che se lo accollassero i frati. Anzi, una volta ebbe l'intenzione di mandare, in soste le regioni, alcuni frati forniti di pissidi, affine di riporvi con onore il corpo di Cristo, dovunque lo avessero trovato custodito in modo sconveniente.
Volle inoltre che altri frati percorressero tutte le regioni della cristianità, muniti di belli e buoni ferri per far ostie”. (Fonti francescane n. 1635).
“Ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del Signore, preso da stupore oltre ogni misura per tanta benevola degnazione e generosissima carità. Riteneva grave segno di disprezzo non ascoltare ogni giorno la Messa, anche se unica, se il tempo lo permetteva. Si comunicava spesso e con tanta devozione da rendere devoti anche gli altri. Infatti, essendo colmo di reverenza per questo venerando sacramento, offriva il sacrificio di tutte le sue membra, e quando riceveva l'agnello immolato, immolava lo spirito in quel fuoco, che ardeva sempre sull'altare del suo cuore.
Per questo amava la Francia, perché era devota del Corpo del Signore, e desiderava morire in essa per la venerazione che aveva dei sacri misteri.
Un giorno volle mandare i frati per il mondo con pisside preziose, perché riponessero in luogo il più degno possibile il prezzo della redenzione, ovunque lo vedesse conservato con poco decoro” (Fonti francescane n. 789).
“Voleva che si dimostrasse grande rispetto alle mani del sacerdote, perché ad esse è state conferito il di potere di consacrare questo sacramento. "Se mi capitasse - diceva spesso - di incontrare insieme un santo che viene dal cielo ed un sacerdote poverello, saluterei prima il prete e correrei a baciargli le mani. Direi, infatti, Ohi, Aspetta, san Lorenzo, perché le mani di costui toccano il Verbo di vita e possiedono un potere sovrumano” (Fonti francescane n. 790).

10. Gesù Cristo stesso non ha rimproverato la donna che ha rotto per lui un vasetto di nardo molto prezioso, ma l’ha lodata.
Ecco il testo: “Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: «Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?». Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me»” (Gv 12,1-8).
Un denaro era la paga giornaliera di un operaio.
Trecento denari sono la paga quasi di un anno.
Gesù non l’ha rimproverata, anzi l’ha lodata. Gesù è venuto incontro all’esigenza del nostro animo di manifestare anche con segni permanenti il nostro affetto verso di Lui.

11. Mi parli del Papa e di alte personalità della Chiesa vivono come Re e Capi di Stato.
Gli eventi (potrei dire la Divina Provvidenza) hanno portato ad esigere per la Chiesa un’autonomia anche di territorio per poter esprimere liberamente il proprio messaggio.
Pensa se il Papa vivesse in Italia e se in Italia andasse su un governo che impedisse del tutto alla Chiesa di vivere e di insegnare il vangelo.
Pensa se la sede del Papato fosse stata a Praga o a Budapest durante il quarantennio comunista. Come avrebbe potuto esprimersi pubblicamente?
Abbiamo visto come la Chiesa ortodossa di Mosca durante il settantennio comunista sia stata legata al potere per poter sopravvivere. E per fortuna che le Chiese ortodosse non hanno influsso sulle chiese che vivono fuori della loro nazione, come capita invece nella Chiesa cattolica, dove il vescovo di Roma ha un primato su tutti gli altri vescovi.
Che cosa avrebbe fatto il patriarca di Mosca se avesse avuto il governo di tutte le Chiese del mondo? Per poter sopravvivere avrebbe dovuto essere senz’altro un collaborazionista di coloro che ritenevano la religione un oppio dei popoli.
Le circostanze storiche hanno portato a questa esigenza.
Ma poi, a ben vedere, quant’è grande lo Stato di cui il papa è Capo? Sotto questo aspetto aveva ragione Stalin a ironizzare: “Quante divisioni ha il Papa?”. Lo diceva per dire che il potere del Papa è insignificante.
Certo, insignificante sotto il profilo del dominio politico, ma non su quello dell’insegnamento morale.

12. Con questo non nego che l’impressione che alcuni ecclesiastici possono dare possa essere talvolta di un certo amore per le cose del mondo, mentre dovrebbero essere testimoni di un amore più grande per Gesù Cristo e e di una sollecitudine più viva per la salvezza eterna degli uomini.

Ti ringrazio sentitamente per la domanda che mi hai posto.
Ti assicuro un ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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lunedì 2 maggio 2011

Divina Misericordia

O mio Signore, mio Gesu' Tu mi giudicherai con tutto il Tuo Amore e cosi' come oggi, guarderai la miseria della mia anima. Oggi ero in ginocchio dinanzi la Tua divina immagine, infedele alla Tua infinita bellezza. Mentre pregavo nella Chiesa a Te devota prendevo coscienza che i miei occhi non riuscivano a guardare il Tuo volto. La mia sofferenza, quella di questa vita non bastava a redimermi, nulla da me sarebbe mai bastato e bastera', mai! Nonostante io facessi violenza su di me, nonostante io dicessi a me stesso "alza gli occhi ora", nonostante io stessi governando il mio corpo e ordinassi a me stesso di farlo, non riuscivo a guardarTi, quegli occhi mi avrebbero denudato, mi avrebbero spogliato di ogni cosa. Il mio sguardo arrivava fino ai Tuoi Santi piedi, unico mio rifugio. I tuoi piedi... un muro oltre il quale non potevo andare. La miseria che veniva da me era cosi' tanta che nulla, se non il tuo Santo Spirito, poteva sollevarla fino a sostenere la luce del Tuo viso, una luce che non lascia spazio alle ombre ma rende tutto trasparente e nuda Verita'.

Solo il pentimento, solo la Tua croce mi salva e ha sollevato oggi, con la tua misericordia, i miei occhi a Te, al Tuo volto divino. Gesu' mio, io non posso far altro che confidare in Te, nel Tuo cuore Santissimo.

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mercoledì 13 aprile 2011

domenica 20 marzo 2011

San Giuseppe





venerdì 11 marzo 2011

La scienza e la Resurrezione

In quel tempo ci furono dei discepoli afflitti e annientati dalla morte del loro maestro, della loro guida. Pensavano avesse fallito. Dal giorno in cui si profetizza la resurrezione andarono in tutto il mondo e morirono per Gesu'. Perche'? Quale forza li ha spinti a tanto? Quale cambiamento? Inoltre cosa ha spostato la pietra del sepolcro?

Gesu' venne posto all'interno di una solida tomba scavata nella roccia, chiusa da una pietra di quasi due tonnellate, per renderla sicura, proprio per il fatto che Gesù aveva detto pubblicamente che sarebbe risorto dopo tre giorni. Una pattuglia di soldati romani era stata messa a guardia del sepolcro, un sigillo romano ufficiale venne affisso all'entrata della tomba per testimoniare l'appartenenza al governo. Nonostante tutto cio' la pietra che sigillava il sepolcro venne trovata in cima ad un pendio, distante dalla tomba.

La scienza che dinanzi al mistero della nascita, dinanzi al mistero della morte, dinanzi al mistero del riprodurre la complessita' umana non ha risposte, la scienza che dinanzi al comportamento umano, alla sua psicologia ha mille risposte ma nessuna dinanzi all'amore, nessuna dinanzi alla sofferenza, nessuna dinanzi alle migliaia di miracoli avvenuti sulla terra liquidati con la frase "inspiegabile scientificamente". La scienza fa quel che puo' ma non e' onniscente e ci sono cose che sono oltre il limite della razionalita' ma accettare in noi questo e' difficile, significa che qualcosa e' sopra di noi, e' oltre noi. Einstein come altri scienziati ne hanno sempre pralato. Accettare questo pero' deve avvenire nella liberta'. Come nell'amore e' necessario sentirsi liberi di crederci.

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